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Linee Guida

Requisiti generali per la compilazione di una SDS

La SDS deve consentire a tutti gli utenti di adottare le misure necessarie in materia di  protezione della salute umana e della sicurezza sul luogo di lavoro e dell’ambiente.
Il redattore della scheda è quindi tenuto ad informare  circa i pericoli di una sostanza o miscela e  fornire informazioni sullo stoccaggio in sicurezza, la manipolazione e lo smaltimento della sostanza o della  miscela.
Le informazioni contenute nella SDS devono essere conformi alle informazioni contenute nella direttiva del Consiglio 98/24/CE relativa ai  requisiti minimi per la protezione dei lavoratori contro i rischi per la salute e la sicurezza che derivano, o possono derivare, dagli effetti di agenti chimici presenti sul luogo di lavoro o come risultato di ogni attività lavorativa che comporti la presenza di agenti chimici.
In particolare, la scheda di sicurezza deve consentire ai  datori di lavoro di determinare se agenti chimici pericolosi sono presenti nel  luogo di lavoro e di valutare i rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori derivanti dal loro uso.
La scheda di sicurezza deve essere compilata da una persona competente che  tenga conto delle esigenze specifiche degli utilizzatori, per quanto esse siano note.
Il linguaggio usato nella scheda di dati di sicurezza deve essere semplice, chiaro e preciso, evitando di utilizzare acronimi, abbreviazioni e dichiarazioni che non risultino coerenti con la classificazione della sostanza o miscela.
Nella prima pagina della SDS deve essere riportata la data di compilazione; inoltre se la SDS è stata modificata, il documento viene identificato come “revisione” e vengono riportati il numero della versione, il numero della revisione e la data.  L’ultima versione  sostituisce ogni altra  versione precedentemente pubblicata; i punti modificati sono evidenziati nella sezione 16 relativa alle altre informazioni.


SEZIONE 1: Identificazione della sostanza o della miscela e della società/impresa


Tutte le informazioni contenute in questa Sezione devono permettere, in modo univoco e chiaro, l’individuazione del prodotto in questione.

1.1. Identificatore del prodotto

Il nome del prodotto deve essere identico a quello riportato sull’etichetta/imballaggio così come sugli altri documenti  tecnici e/o commerciali.

Nel caso di una sostanza, il nome del prodotto deve essere fornito in conformità con  l’articolo 18(2) del regolamento CE n° 1272/2008 (di seguito CLP).
Inoltre, le indicazioni sono riportate nella lingua ufficiale dello Stato membro in cui la sostanza è immessa sul mercato.
Per le sostanze soggette a registrazione, il nome del prodotto deve essere coerente con le informazioni fornite all'atto della registrazione; il numero di registrazione assegnato e le informazioni devono essere riportate ai sensi dell’articolo 20(3) del regolamento CLP.
Senza pregiudicare gli obblighi degli utilizzatori a valle di cui all'articolo 39 del CLP, la parte del numero di registrazione che fa riferimento al dichiarante individuale può essere omessa da un fornitore a condizione che:
- il fornitore si assume la responsabilità di fornire il numero completo della registrazione su richiesta;
- il fornitore indica il numero di registrazione completo alle autorità dello Stato Membro responsabile dell’applicazione della normativa entro 7 giorni dalla richiesta.

Nel caso di una miscela, il nome commerciale deve essere fornito ai sensi dell'articolo 10 della direttiva 1999/45/CE.

Altri mezzi d’identificazione
Possono essere anche riportati, altri mezzi di identificazione della sostanza, come ad esempio i nomi alternativi, i codici del prodotto della società o altri identificatori.

1.2. Usi pertinenti identificati della sostanza o miscela e usi sconsigliati

Indicare gli usi della sostanza o della miscela.
Indicare sinteticamente l’effettiva funzione della sostanza (ad esempio: ritardante di fiamma, antiossidante, ecc).
Quando è prescritta una relazione sulla sicurezza chimica, la scheda deve contenere informazioni sugli usi identificati pertinenti per il destinatario della scheda in questione.
In caso di registrazione, le informazioni devono corrispondere agli usi identificati e agli scenari d’esposizione riportati nell’allegato delle SDS.
E’ utile riportare informazioni sugli usi sconsigliati.

1.3. Informazioni sul fornitore della scheda di dati di sicurezza

Indicare il nome del responsabile dell’immissione sul mercato della sostanza o della miscela  e l’indirizzo completo corredato da  numero di telefono.
Riportare l’indirizzo di posta  elettronica della persona responsabile della SDS.
Se tale persona non risiede nello Stato membro nel quale la sostanza o la miscela è immessa sul mercato, indicare, se possibile, l’indirizzo completo ed il numero di telefono del responsabile nello Stato membro interessato.

In caso di registrazione, gli elementi di identificazione del dichiarante della persona devono corrispondere all’identità del fabbricante o dell’importatore fornite all’atto della registrazione.

1.4. Numero telefonico di emergenza

Indicare il numero telefonico di chiamata urgente dell’impresa e/o dell’organismo ufficiale (che può essere l'organo responsabile di ricevere le informazioni relative alla
salute di cui all'articolo 45 del regolamento (CE) n. 1272/2008 e all'articolo 17 del
Direttiva 1999/45/CE), di consultazione e specificare inoltre se il numero di telefono è disponibile solo nelle ore di ufficio.
Inoltre, questi servizi devono essere in grado di affrontare le chiamate nella lingua ufficiale dello Stato membro nel quale la sostanza o la miscela è immessa sul mercato.

SEZIONE 2: Identificazione dei pericoli

Fornire, in questa Sezione, la classificazione della sostanza o della miscela secondo il regolamento CLP ed indicare chiaramente e brevemente i pericoli principali (per l’uomo e per l’ambiente) relativi alla sostanza o alla miscela.

2.1 Classificazione della sostanza o della miscela

Per le sostanze va riportata la classificazione derivante dall’applicazione del regolamento CLP e la classificazione ai sensi della direttiva del Consiglio 67/548/CEE.
Nel caso di  miscele, va indicata  la classificazione derivante dall’applicazione del regolamento CLP  e la classificazione ai sensi direttiva 1999/45/CE.
Le frasi relative alla classificazione, le indicazioni di pericolo e le frasi di rischio possono essere riportate in modo completo nella sezione 16.
Descrivere i possibili effetti nocivi e i sintomi fisico - chimici per la salute umana e per l’ambiente legati  all’uso improprio della sostanza o della miscela, che sono ragionevolmente prevedibili.
La descrizione deve corrispondere alle indicazioni che sono riportate nelle sezioni 9 e 12 della SDS.

2.2 Elementi dell’etichetta

La classificazione di una sostanza deve riportare in etichetta i  seguenti elementi a norma del regolamento CLP:
-    pittogramma di pericolo;
-    l’avvertenza;
-    le indicazioni di pericolo;
-    i consigli di prudenza.

Per le miscele, in base alla classificazione, si riportano in etichetta i simboli previsti, le frasi di rischio e i consigli di prudenza (tali informazioni devono essere in linea con l’etichetta fornita ai sensi della direttiva 1999/45/CE).


2.3 Altre informazioni

Se la sostanza o miscela risponde ai criteri di PBT o vPvB  secondo l’allegato XIII
del regolamento REACH, vengono riportate informazioni in merito.
Se presenti devono essere  menzionati altri pericoli come l’emissione di polveri, la sensibilizzazione incrociata, l'asfissia, il congelamento, l'elevata intensità per l'odore e il gusto o gli effetti sull'ambiente, come i pericoli per gli organismi del suolo, la riduzione dello strato d'ozono, il potenziale di creazione di ozono fotochimico ecc., che non comportano la classificazione, ma che possono contribuire al pericolo complessivo presentato dal materiale in questione.

SEZIONE 3: Composizione/informazioni sugli ingredienti

Le informazioni riportate devono permettere al destinatario di identificare facilmente i pericoli connessi ai componenti della sostanza o della miscela, comprese le impurità e gli additivi stabilizzanti in esse contenuti.

3.1. Sostanze

Per l’identificazione della sostanza possono essere riportati anche altri mezzi di identificazione (nome comune, nome commerciale, abbreviazione, ecc).
Per ogni impurità, stabilizzante o ciascun singolo costituente diverso dal componente principale, l’identificazione deve seguire le seguenti regole:
-    conforme ai sensi dell’articolo 18 del CLP;
-    se il nome identificativo del prodotto non esiste, possono essere riportati uno o più nomi di identificazione (nome commerciale, abbreviazione; nome comune, ecc);
Il fornitore può presentare in questa sezione la lista di tutti i componenti e le informazioni sulla presenza multipla dei componenti.

3.2. Miscele

Per le miscele è utile fare una descrizione della gamma dei prodotti, compresa la classificazione e la concentrazione di ciascuna sostanza presente all’interno della lista.
Il destinatario è così in grado di riconoscere i pericoli delle sostanze contenute nella miscela.

Maggiori informazioni sulla pericolosità della miscela sono riportate nella sezione 2 della scheda di sicurezza.
La concentrazione delle sostanze contenute in una miscela deve essere descritta in uno dei seguenti modi:
-se tecnicamente possibile, devono essere riportate le percentuali esatte e devono essere  poste in ordine decrescente in peso o in volume;
- se tecnicamente possibile, devono essere riportati gli intervalli delle percentuali;

Quando l'uso di una denominazione chimica alternativa è stato autorizzato ai sensi dell'articolo 15 della  Direttiva 1999/45/CE o ai sensi dell'articolo 24 del regolamento CLP, viene riportato il nome che può essere utilizzato.
Quando la miscela risponde ai criteri di classificazione ai sensi della direttiva
1999/45/CE, le sostanze contenute sono indicate nel modo seguente:
1. sostanze che presentano un pericolo per la salute o per l'ambiente ai sensi della  Direttiva 67/548/CEE del Consiglio o  ai sensi del regolamento CLP:
 - le concentrazioni applicabili definite nella tabella di cui all'articolo 3 della direttiva 1999/45/CE;
- i limiti di concentrazione specifici indicati nella parte 3 dell'allegato VI del regolamento CLP;
- se un fattore M è stato dato nella parte 3 dell'allegato VI del regolamento CLP, il valore generico di cut-off è riportato nella Tabella 1.1 dell'allegato I del suddetto regolamento;
- i limiti di concentrazione sono indicati nella parte B dell'allegato II, III e IV della direttiva 1999/45/CE;
- se un fattore M è stato fornito per la classificazione e l'etichettatura  ai sensi del regolamento CLP, il valore generico di cut-off è riportato in Tabella 1.1 dell'allegato I del suddetto regolamento;
2. le sostanze per le quali esistono limiti di esposizione comunitari sul luogo di lavoro, che  non sono già incluse nella sottosezione 1; le sostanze che sono persistenti, bioaccumulabili e tossiche o molto persistenti e  molto bioaccumulanti, secondo i criteri di cui all'allegato XIII, o  sostanze incluse nell'elenco istituito ai sensi dell'articolo 59  e se la concentrazione di ogni
singola sostanza è pari o superiore allo 0,1%.
Per una  miscela che non soddisfa criteri di classificazione ai sensi della direttiva
1999/45/CE sono indicate le sostanze presenti in concentrazione individuale pari o superiore  alle concentrazioni indicate, unitamente alla loro concentrazione  o gamma di concentrazione:
- l'1% in peso per i miscugli diversi da quelli gassosi e 0,2% in volume in forma gassosa;
-  sostanze che presentano un pericolo per la salute o per l'ambiente ai sensi
della direttiva del Consiglio 67/548/CEE o ai sensi del regolamento CLP oppure le sostanze a cui vengono assegnati limiti di esposizione comunitari sul luogo di lavoro;
 -  0,1% in peso per sostanze persistenti, bioaccumulanti e tossiche  in base ai criteri di cui all'allegato XIII, molto persistenti e molto bioaccumulabili in base ai criteri di cui all'allegato XIII, o inclusi in  nell'elenco stabilito a norma dell'articolo 59 per motivi diversi dal  rischi di cui alla sottosezione 1.
Per le sostanze di cui al comma 3.2, la classificazione della sostanza  secondo la direttiva 67/548/CEE del Consiglio, compresa l'indicazione del pericolo, i simboli  e le frasi R, devono essere fornite. La classificazione della sostanza  ai sensi del regolamento (CE) n. 1272/2008, tra cui la classe di rischio come previsto nella Tabella 1.1 dell'allegato VI a tale regolamento, è fornita nonché  le indicazioni di pericolo assegnate in base ai pericoli fisici, per l’uomo e per l’ambiente.  Devono essere fornite, a condizione che rispettino i criteri di classificazione di tale regolamento.
Sono riportate le indicazioni di pericolo e le frasi R: se non sono riportate per intero, si deve fare riferimento alla sezione 16 per il testo completo.
Senza pregiudicare gli obblighi degli utilizzatori a valle di cui all'articolo 39  del  Regolamento, la parte del numero di registrazione  che fa riferimento al dichiarante individuale di  una domanda congiunta può essere omessa dal fornitore della miscela, a condizione che:
-  il fornitore si assuma la responsabilità di fornire il numero completo della registrazione su richiesta,
- il fornitore fornisca il numero totale di registrazione nello Stato membro
all'autorità responsabile dell'applicazione entro 7 giorni, su richiesta, pervenuta direttamente dall’autorità responsabile.

SEZIONE 4: Misure di primo soccorso

Specificare per prima cosa se è necessario l’intervento di un medico.

4.1 Descrizione delle misure di primo soccorso

Descrivere i corretti provvedimenti di primo soccorso.
Le informazioni di primo soccorso, da riportare in questa Sezione, devono essere sintetiche e facili da comprendere per l’infortunato, per le persone presenti e per coloro che prestano il primo soccorso.
Le raccomandazioni da fornire sono le seguenti:
- la necessità di consultare immediatamente un medico e la possibilità che vi siano effetti ritardati successivi all’esposizione;
- la possibilità di spostare l’individuo dal luogo di esposizione all’aria aperta;
- la possibilità di togliere indumenti e scarpe e le modalità di manipolazione del vestiario;
- l’opportunità per chi presta le prime cure, di indossare specifici dispositivi di protezione individuale.

4.2 Descrizione di sintomi ed effetti (acuti e ritardati)

Suddividere le informazioni secondo le vie di esposizione (inalazione, contatto con la pelle con gli occhi, ingestione) in paragrafi separati e riportare i principali sintomi ed effetti anche ritardati.

4.3 Indicazioni per intervento medici e/o specifici trattamenti

Precisare, per ogni via di esposizione,  se dopo aver impartito le prime misure di pronto soccorso, è necessario l’intervento  di un medico.
Per alcune sostanze o miscele può essere importante sottolineare che devono essere messi a disposizione sul luogo di lavoro determinati apparecchi/dispositivi per consentire un trattamento specifico ed immediato.

SEZIONE 5: Misure antincendio

 

Le indicazioni da fornire dovranno consentire, a chi deve intervenire  di effettuare l’operazione in modo corretto e sicuro, elencando  sia i mezzi estinguenti idonei che  quelli non idonei (sezione 5.1 Mezzi di estinzione); devono inoltre essere fornite (Sezione 5.2 Pericoli speciali derivanti dalla sostanza o dalla miscela) informazioni sui  particolari pericoli di esposizione, sui prodotti di combustione e  nella sottosezione 5.3 le raccomandazioni per gli addetti all’estinzione degli incendi, sui mezzi protettivi più appropriati per il personale delle squadre di pronto intervento.

 

SEZIONE 6: Misure in caso di rilascio accidentale

Vengono indicate le informazioni utili per l’utilizzatore, inerenti le precauzioni per le persone e per l’ambiente, e i metodi di bonifica e raccolta da adottare, sottolineando in modo particolare le misure che si differenziano da quelle effettuate secondo le normali buone pratiche operative.

6.1 Precauzioni personali, dispositivi di protezione e procedure in caso di emergenza

Le precauzioni per le persone sono le seguenti: eliminazione delle fonti di accensione, predisposizione di una adeguata ventilazione e sufficiente protezione respiratoria, controllo delle polveri e prevenzione del contatto con la pelle e con gli occhi.

6.2 Precauzioni ambientali

Le precauzioni ambientali (tenere lontano da scarichi, da acque superficiali, da falde sotterranee…) si riferiscono ai metodi di bonifica come impiego di materiale assorbente (sabbia, segatura, legante universale, ecc).

6.3 Metodi e materiali per il contenimento e per la bonifica

Devono essere fornite le raccomandazioni sulle tecniche di contenimento di  eventuali fuoriuscite (ad esempio la copertura degli scarichi o le cunette di raccolta oltrechè delle procedure di copertura isolante) e tutte le opportune tecniche per la bonifica nel caso di  sversamenti.
Può essere utile l’utilizzo di alcune indicazioni come “non usare mai, neutralizzare con…”.
6.4 Riferimento ad altre sezioni
Le informazioni devono essere coerenti e complementari con quanto indicato in altre Sezioni (8, durante la manipolazione; 13, nello smaltimento del prodotto).

Sezione 7. Manipolazione e immagazzinamento

Le raccomandazioni riportate in questa sezione vertono sulla protezione della salute, della sicurezza e dell’ambiente.
Grazie a queste informazioni, il datore di lavoro definisce idonee procedure organizzative e di lavoro che siano conformi all’articolo 5 della direttiva 98/24/CE e dell’articolo 5 della Direttiva 2004/37/CE.

Le informazioni contenute devono essere appropriate con le indicazioni riportate nella

sottosezione 1.2  relativa agli usi identificati della sostanza o della miscela.

Qualora sia prescritta una relazione sulla sicurezza chimica o una registrazione,  le informazioni riportate sono corrispondenti a quelle fornite per gli usi identificati e gli scenari di esposizione allegati alla scheda di sicurezza.
Inoltre, alcune informazioni pertinenti possono essere riportate nella sezione 8.

7.1    Precauzioni per la manipolazione sicura

Devono essere indicate le  precauzioni e gli accorgimenti tecnici per una manipolazione sicura di sostanze o miscele (ad esempio, la precisazione delle circostanze in cui sono necessarie le apparecchiature elettriche di sicurezza,  gli strumenti di prevenzione per controllare la diffusione e l’esposizione ai vapori/gas tossici, ecc.).

7.2 Condizioni per l’immagazzinamento sicuro, comprese eventuali incompatibilità

Devono essere indicate le raccomandazioni o i consigli per un immagazzinamento sicuro: progettazione specifica di locali e contenitori, materiali incompatibili, condizioni di conservazione, ecc.
Se opportuno, è possibile indicare eventuali limiti di quantità in funzione delle condizioni di immagazzinamento, oltre alle particolari condizioni di imballaggio come la tipologia di materiali o contenitori da utilizzare.

7.3 Usi finali specifici

Per i prodotti destinati a impieghi particolari, le raccomandazioni devono riferirsi agli usi identificati  (fare riferimento alla sottosezione 1.2) ed essere descritte in maniera dettagliata e funzionale.
Se esistono, si può far riferimento alle norme approvate a livello di industria o di settore (gli orientamenti specifici devono essere riportati in modo dettagliato riportando la fonte e la data di pubblicazione).
Se vi sono degli scenari di esposizione, devono essere riportate nelle sottosezioni 7.1 e 7.2 adeguate informazioni.

SEZIONE 8: Controllo dell’esposizione/protezione individuale

Questo capitolo fornisce una descrizione dei limiti di esposizione professionale e le misure necessarie per la gestione dei rischi.
Qualora sia prescritta una relazione sulla sicurezza chimica o una registrazione, le informazioni riportate sono corrispondenti a quelle fornite per gli usi identificati e gli scenari di esposizione allegati alla scheda di sicurezza.

8.1 Parametri di controllo

Indicare gli specifici parametri di controllo in vigore, compresi i valori limite in materia di esposizione professionale e/o i valori limite biologici.
I valori sono indicati per lo stato Membro in cui la sostanza o la miscela viene immessa sul mercato.
Nella sezione devono essere anche fornite le informazioni sulle procedure di monitoraggio raccomandate, almeno per le sostanze più rilevanti.
Qualora sia prescritta una relazione sulla sicurezza chimica, bisogna riportare i DNEL e i PNEC pertinenti per la sostanza e gli scenari di esposizione allegati alla scheda di sicurezza.
Per le miscele, è opportuno fornire i valori per le sostanze costituenti, che devono essere elencate nella sezione 3 della scheda di sicurezza.

 

8.2 Controlli dell’esposizione

Per controllo di esposizione si intende la gamma completa dei provvedimenti specifici di protezione e di prevenzione che devono essere presi durante l’uso allo scopo di ridurre al minimo l’esposizione del personale e dell’ambiente.
Le informazioni richieste devono essere fornite, a meno che non siano già contenute negli scenari di esposizione allegati alla scheda di sicurezza.

Controlli dell’esposizione professionale
Queste informazioni devono essere tenute in considerazione dal datore di lavoro per la valutazione del rischio per la salute e la sicurezza dei lavoratori derivante dalla sostanza o dalla miscela ai sensi dell’articolo 4 della direttiva 98/24/CE, che richiede la definizione di procedure di lavoro e di controlli tecnici appropriati, l’impiego di materiali e le attrezzature adeguate, l’applicazione di provvedimenti di protezione collettiva alla fonte, e infine l’impiego di misure di protezione individuali, come l’utilizzazione di dispositivi di protezione personale.
Per fornire una corretta valutazione dei rischi, le informazioni riportate devono essere idonee e adeguate.
Queste informazioni devono avere peraltro carattere complementare con quelle riportate nella sezione 7.1.
Nel caso in cui occorrano misure di protezione individuale, specificare nei particolari quali dispositivi forniscono una protezione idonea e adeguata.  E’ necessario tenere conto della direttiva 89/686/CEE  del Consiglio e fare riferimento alle norme CEN appropriate:
a)    Protezione degli occhi/volto
Occorre precisare il tipo di dispositivo richiesto per la protezione degli occhi, come occhiali di sicurezza, visiere, schermo facciale.
b)    Protezione della pelle
Qualora sia necessario proteggere altre parti del corpo, oltre alle mani, bisogna specificare il tipo e la qualità dell’equipaggiamento di protezione richiesto, come: grembiuli, stivali, indumenti protettivi completi. Se necessario, indicare qualsiasi altra misura per la protezione della pelle nonché specifiche misure a carattere igienico.
c)    Protezione delle mani
Specificare il tipo di guanti compresi il tipo di materiale e la durata limite del materiale costitutivo, tenuto conto dell’entità e della durata dell’esposizione.  Se necessario, indicare qualsiasi altra misura di protezione per le mani.
d)    Protezione respiratoria
Occorre precisare il tipo di attrezzatura di protezione da utilizzare quali autorespiratori, maschere e filtri adatti.
e) Pericoli termici
Occorre descrivere le caratteristiche costruttive dei dispositivi di protezione se si è in presenza di materiali che hanno un potenziale pericolo termico.
 
Controlli dell’esposizione ambientale
E’ necessario precisare le informazioni necessarie per consentire al datore di lavoro di rispettare le norme dettate dalla legislazione comunitaria per la protezione dell’ambiente.
Qualora sia prescritta una relazione sulla sicurezza chimica,  per gli scenari di esposizione allegati alla scheda di sicurezza deve essere fornito un sommario delle misure di gestione dei rischi che controllano in  modo adeguato l’esposizione dell’ambiente alla sostanza.

SEZIONE 9: Proprietà fisiche e chimiche

Sia per quanto riguarda la sostanza che per quanto riguarda la miscela, devono essere fornite tutte le informazioni pertinenti (dati empirici) ed in maniera particolare quelle elencate nella sezione 9.2.
Devono essere utilizzati i metodi indicati nel regolamento CLP o qualsiasi altro metodo comparabile.
Quando è necessaria la registrazione della sostanza, le informazioni riportate nel punto 9.2 devono essere congruenti con quelle della registrazione.

9.1. Informazioni generali

- Aspetto: indicare lo stato fisico (solido, liquido, gassoso);
- Colore della sostanza o della miscela all’atto della fornitura.
- Odore: qualora sia percepibile, una breve descrizione di esso;
-pH


9.2. Informazioni importanti relative alla salute, alla sicurezza e all’ambiente

Indicare:
- il punto di fusione / congelamento;
- Punto/intervallo di ebollizione;
- punto di infiammabilità;
- Velocità di  evaporazione;
- Infiammabilità (solidi, gas);
- limiti di esplosività (valori di infiammabilità inferiore e superiore);
- Tensione di vapore;
- Densità di vapore;
- Densità relativa;
- Solubilità;
- Coefficiente di ripartizione n-ottanolo/acqua;
- Temperatura di auto-accensione;
- Temperatura di decomposizione;
- viscosità;
- Proprietà esplosive;
- Proprietà ossidanti.
Se una determinata proprietà risulta “non applicabile” o “non disponibile”, devono essere indicate chiaramente le ragioni.

9.3 Altre informazioni

In questa sezione è utile indicare altri importanti parametri di sicurezza, come la miscibilità, la conduttività, il punto/intervallo di fusione, il gruppo di gas, la temperatura di autoaccensione, ecc.

Nota 1
Le proprietà di cui sopra devono essere determinate in conformità alle prescrizioni previste dal regolamento della Commissione sui metodi di prova di cui all’articolo 13,  paragrafo 3  o mediante qualsiasi altro metodo equivalente.

Nota 2
Per le miscele, di norma devono essere fornite informazioni sulle proprietà della miscela  stessa.
Tuttavia, qualora si indichi la non sussistenza di un determinato rischio, è necessario differenziare chiaramente i casi nei quali il classificatore non dispone di alcuna informazione e quelli nei quali sono disponibili risultati negativi di test effettuati. Se si ritiene necessario fornire informazioni sulle proprietà di singoli componenti, indicare chiaramente a cosa si riferiscono i dati.

SEZIONE 10: Stabilità e reattività

Descrivere la stabilità della sostanza o della miscela e la possibilità che in determinate condizioni si verifichino reazioni pericolose, anche in caso di dispersione nell’ambiente.

10.1. Reattività

Deve essere fornita una descrizione dei pericoli connessi alla reattività della sostanza o della miscela. Se disponibili, si forniscono dati su saggi specifici per la sostanza o per la miscela in quanto tale.
Se non sono disponibili dati sulle miscele devono essere forniti dati sulle sostanze che compongono la miscela.

10.2. Stabilità chimica

Va indicato se la sostanza o la miscela è stabile o instabile in ambiente normale e nelle condizioni di temperatura e di pressione previste durante lo stoccaggio e la manipolazione. Vanno descritti gli eventuali stabilizzanti impiegati o impiegabili per mantenere la stabilità chimica della sostanza o della miscela. Va inoltre segnalata l’eventuale rilevanza per la sicurezza di un mutamento dell’aspetto fisico della sostanza o della miscela.

10.3. Possibilità di reazioni pericolose

Se pertinente, va indicato se la sostanza o la miscela reagisce o polimerizza, rilasciando calore o pressione in eccesso o creando altre condizioni pericolose. Vanno descritte le condizioni nelle quali tali reazioni pericolose possono avere luogo.

10.4. Condizioni da evitare

Le condizioni quali temperatura, pressione, luce, urti, scariche statiche, vibrazioni o altre sollecitazioni fisiche che possono indurre una situazione di pericolo sono elencate e, se del caso, si fornisce una breve descrizione delle misure da adottare per gestire i rischi connessi a tali pericoli.

10.5. Materiali incompatibili

Le famiglie di sostanze o miscele o sostanze specifiche quali acqua, aria, acidi, basi, agenti ossidanti, con le quali la sostanza o la miscela potrebbe reagire e produrre una situazione di pericolo (ad esempio un’esplosione, il rilascio di materie tossiche o infiammabili o la liberazione di calore eccessivo).

10.6. Prodotti di decomposizione pericolosi

Devono essere elencati i prodotti di decomposizione pericolosi noti e ragionevolmente prevedibili, risultanti dall’uso, dallo stoccaggio, dalla fuoriuscita e dal riscaldamento. I prodotti di combustione pericolosi vanno inclusi nella sezione 5 della scheda dati di sicurezza.

SEZIONE 11: Informazioni tossicologiche

Assumono molta importanza i vari effetti tossicologici (sulla salute) che possono insorgere qualora l'utilizzatore entri in contatto con la sostanza o la miscela.
E’ necessario riportare gli effetti nocivi per la salute che possono derivare dall'esposizione alla sostanza o alla miscela, sulla base, ad esempio, delle conclusioni tratte dai risultati dei test e dall'esperienza.
Riportare, se del caso, gli effetti ritardati, immediati e cronici in seguito a esposizione breve o a lungo termine, come effetti sensibilizzanti, narcotizzanti, cancerogeni, mutageni e tossici per la riproduzione (tossicità per lo sviluppo e la fertilità).
Risulta molto utile fornire anche informazioni sulle diverse vie d'esposizione (inalazione, ingestione, contatto con la pelle e con gli occhi) e la descrizione dei sintomi legati alle caratteristiche fisiche, chimiche e tossicologiche.
Qualora la sostanza  o la miscela sia stata registrata o quando è stata prescritta una relazione sulla sicurezza chimica, le informazioni devono essere coerenti con quelle riportate nella relazione e con la classificazione.

11.1. Informazioni sugli effetti tossicologici


11.1.1. Sostanze
Per le sostanze, le classi di pericolo per le quali devono essere fornite informazioni sono:
a) tossicità acuta;
b) corrosione/irritazione cutanea;
c) lesioni oculari gravi/irritazioni oculari gravi;
d) sensibilizzazione respiratoria o cutanea;
e) mutagenicità delle cellule germinali;
f) cancerogenicità;
g) tossicità per la riproduzione;
h) tossicità specifica per organi bersaglio (STOT) — esposizione singola;
i) tossicità specifica per organi bersaglio (STOT) — esposizione ripetuta;
j) pericolo in caso di aspirazione.

Per le sostanze soggette all’obbligo di registrazione devono essere fornite brevi sintesi delle informazioni derivanti dall’applicazione degli allegati da VII a XI includendo, se del caso, un riferimento ai metodi di prova impiegati. Per le sostanze soggette all’obbligo di registrazione le informazioni devono comprendere anche i risultati del confronto dei dati disponibili con i criteri di cui al regolamento (CE) n. 1272/2008 per le sostanze CMR delle categorie 1A e

11.1.2. Miscele
Per le miscele gli effetti pertinenti, per i quali devono essere fornite informazioni, sono:
a) tossicità acuta;
b) irritazione;
c) corrosività;
d) sensibilizzazione;
e) tossicità a dose ripetuta;
f) cancerogenicità;
g) mutagenicità;
h) tossicità riproduttiva.
Per gli effetti sulla salute di cancerogenicità, mutagenicità e tossicità riproduttiva deve essere fornita la classificazione per un determinato effetto sulla salute basata sul metodo convenzionale di cui all’articolo 6, paragrafo 1, lettera a), della direttiva 1999/45/CE nonché informazioni pertinenti per le sostanze elencate nella sezione 3.
 
Devono essere fornite informazioni per ogni classe di pericolo, differenziazione o effetto. Se si indica che la sostanza o miscela non è classificata in una determinata classe di pericolo, differenziazione o effetto, nella scheda di dati di sicurezza deve risultare chiaramente se questo è dovuto alla mancanza di dati, all’impossibilità tecnica di ottenerli, a dati inconcludenti oppure a dati concludenti ma non sufficienti per la classificazione; in quest’ultimo caso nella scheda  dati di sicurezza va precisato “basandosi sui dati disponibili i criteri di classificazione non sono soddisfatti”.
I dati contenuti nella presente sottosezione si riferiscono alla sostanza o miscela all’atto dell’immissione sul mercato. Se disponibili, si indicano anche le proprietà tossicologiche pertinenti delle sostanze pericolose di una miscela, quali DL50, stime della tossicità acuta o CL50.
Se si dispone di un volume notevole di dati derivanti da prove sulla sostanza o miscela, può essere opportuno elaborare una sintesi dei risultati degli studi critici usati, ad esempio per via di esposizione. 
Altre informazioni pertinenti sugli effetti avversi per la salute vanno inserite anche se non richieste dai criteri di classificazione.

Descrivere i possibili effetti, comportamento e destino ambientale della sostanza o della miscela nell'aria, nell'acqua e/o nel suolo.

Dove disponibili, riportare i risultati di test pertinenti (ad esempio, pesce: CL50 ≤ 1 mg/l).

Qualora la sostanza sia stata registrata o quando è stata prescritta una relazione sulla sicurezza chimica, le informazioni riportate devono essere congruenti con quelle della registrazione.

Descrivere le principali caratteristiche che possono avere un effetto sull'ambiente per la natura della sostanza o della miscela.

Informazioni dello stesso tipo sono fornite per i prodotti pericolosi derivanti dalla degradazione di sostanze e preparati.

Possono essere incluse le seguenti caratteristiche:

12.1. Ecotossicità


Bisogna fornire in questa sezione i dati disponibili sulla tossicità acquatica acuta e cronica per i pesci, i crostacei, le alghe e altre piante acquatiche.
Se disponibili,  sono da riportare i dati sulla tossicità per i microrganismi ed i macrorganismi del suolo e altri organismi di rilevanza ambientale, quali gli uccelli, le api e la flora.

Se le sostanze o le miscele hanno effetti inibitori sull'attività dei microrganismi, menzionare l'eventuale impatto sugli impianti di trattamento delle acque reflue.

Per le sostanze soggette a registrazione, sono forniti sommari delle informazioni derivate dall'applicazione degli allegati da VII a XI del presente regolamento.


12.2. Persistenza e degradabilità


Si intende la possibilità che la sostanza o i componenti di una miscela si degradino in pertinenti comparti ambientali, tramite biodegradazione o altri processi quali l'ossidazione o l'idrolisi.

Se disponibili,  è utile riportare i tempi di dimezzamento della degradazione.

Dovrebbe essere indicato anche il potenziale di degradazione della sostanza o dei componenti appropriati di una miscela negli impianti di trattamento delle acque reflue.

12.3. Potenziale di bioaccumulo


Si intende il potenziale di accumulazione della sostanza o dei componenti di una miscela  di accumularsi nel biota e di passare nella catena alimentare, con riferimento al coefficiente di ripartizione ottanolo-acqua (Kow) e al fattore di bioconcentrazione (BCF), se disponibili.

12.4. Mobilità


Si intende per mobilità la possibilità che la sostanza o i componenti di una miscela, se rilasciati nell'ambiente, siano trasportati verso le acque sotterranee o lontano dal luogo di rilascio.

I dati utili possono includere:
— distribuzione per comparto ambientale nota o stimata,
— tensione superficiale,
— adsorbimento/desorbimento.

Per altre proprietà fisico-chimiche, si possono vedere le informazioni riportate nella sezione 9.

12.5. Risultati della valutazione PBT


Quando è prescritta una relazione sulla sicurezza chimica, sono indicati i risultati della valutazione PBT o vPvB, come figurano nella relazione sulla sicurezza chimica.

12.6. Altri effetti nocivi


Se disponibili è necessario Includere ogni informazione  sugli altri effetti nocivi
sull'ambiente, ad esempio il potenziale di riduzione dell'ozono, il potenziale di creazione di ozono fotochimico, il potenziale di perturbazione del sistema endocrino e/o il potenziale di riscaldamento globale.

SEZIONE 13: Considerazioni sullo smaltimento

In questa Sezione vengono indicati i metodi appropriati di smaltimento dell’eccedenza o dei residui della sostanza o della miscela risultanti dall'utilizzo prevedibile, nonché degli eventuali imballaggi contaminati: essi devono soddisfare i requisiti ai sensi della Direttiva 2008/98/CE relativa ai rifiuti.

Se lo smaltimento della sostanza o della miscela (eccedenza o residui risultanti dall'utilizzazione prevedibile) presenta un pericolo, è necessario fornire una descrizione dei residui citati con le informazioni utili relative alla manipolazione sotto l'aspetto della sicurezza.

Specificare i metodi di smaltimento idonei della sostanza o della miscela e degli imballaggi contaminati (incenerimento, riciclaggio, messa in discarica, ecc.).

Quando è prescritta una relazione sulla sicurezza chimica, l'informazione sulle misure di gestione dei rifiuti che consentono un controllo adeguato dell'esposizione delle persone e dell'ambiente alla sostanza devono essere congruenti con quelle della registrazione.
Inoltre, le informazioni sulle misure di gestione dei rifiuti devono essere coerenti
agli usi identificati nella relazione sulla sicurezza chimica e agli scenari di esposizione allegati alla scheda di sicurezza.

Nota
Indicare, se presenti, le  disposizioni comunitarie  in materia di rifiuti. In loro mancanza, è opportuno riportare che possono essere in vigore disposizioni nazionali o regionali.

Sezione 14. Informazioni sul trasporto


Indicare tutte le precauzioni particolari di cui un utilizzatore deve essere a conoscenza e alle quali deve attenersi per quanto concerne il trasporto o la movimentazione all'interno o all'esterno dell'azienda.

Se possibile, è utile fornire informazioni sulla classificazione dei trasporti per ciascuno dei regolamenti relativi alle modalità di trasporto:

MDG (mare),
ADR trasporto di merci pericolose su strada
RID trasporto di merci pericolose per ferrovia,
ICAO/IATA (aria),

e in particolare per ciascun regolamento devono essere riportati:
— numero ONU (Numero di identificazione a quattro cifre delle sostanze, miscele precedute dalle lettere “UN”)
— classe,
— nome di spedizione appropriato,
— gruppo d'imballaggio,
— inquinante marino,
— altre informazioni utili.

Nota
Precauzioni particolari per l’utente
Riportare tutte le informazioni e le particolari precauzioni che devono essere rispettate dall’utente che effettua il trasporto o la movimentazione dei prodotti all’interno o all’esterno dell’azienda.
In particolare, quando il carico è destinato ad essere trasportato alla rinfusa, si deve tener conto dell’allegato II della convenzione MARPOL 73/78.

SEZIONE 15: Informazioni sulla regolamentazione

Indicare se è stata effettuata una valutazione della sicurezza chimica per la sostanza o per la miscela (o per una sostanza in quanto componente della miscela ).

Vanno indicate in questa sezione tutte le informazioni relative alla salute, alla sicurezza e alla protezione dell'ambiente che figurano sull'etichettatura conformemente al regolamento CLP e alle direttive 67/548/CEE e 1999/45/CE.

Se la sostanza o la miscela di cui alla scheda di dati di sicurezza è oggetto di specifiche disposizioni comunitarie in relazione alla protezione dell'uomo o dell'ambiente (ad esempio autorizzazioni rilasciate a norma del titolo VII o restrizioni a norma del titolo VIII oppure le restrizioni alla commercializzazione ed uso, ai sensi della Direttiva 76/769/CEE del Consiglio), tali disposizioni devono, per quanto possibile, essere indicate.

Ricordare anche, se possibile, la disposizione di leggi nazionali e ogni altra misura nazionale pertinente.


SEZIONE 16: Altre informazioni

In questa sezione viene indicata qualsiasi altra informazione che il fornitore ritenga rilevante per la sicurezza e la salute dell'utilizzatore e per la protezione dell'ambiente (e che non vengono riportate in nessuna delle sezioni dalla 1 alla 15), ad esempio:

—    l'elenco delle frasi R pertinenti: va riportato il testo integrale di ogni frase R di cui alle sezioni 2 e 3 della scheda di dati di sicurezza;
—    l’elenco dei consigli di prudenza;
—    indicazioni sull'addestramento,
—    restrizioni d'uso raccomandate (ossia raccomandazioni facoltative del fornitore),
—    ulteriori informazioni (riferimenti scritti e/o centri di contatto tecnico),
—    fonti dei dati principali utilizzati per compilare la scheda.

Se una scheda di dati di sicurezza è stata modificata, indicare chiaramente le informazioni aggiunte, soppresse o modificate (se non sono state indicate altrove).
E’ utile una leggenda con la spiegazione degli acronimi e delle abbreviazioni riportate.

Nel caso la scheda di sicurezza riguardi una miscela, devono essere riportati i metodi di prova utilizzati per la valutazione sperimentale ai sensi dell’articolo 9 del CLP.

Ai fini della classificazione, il fornitore può riportare le informazioni riguardanti il nuovo sistema di classificazione  in vigore dal 1° Giugno 2015 in questa sezione prima di riportare la classificazione e l’etichettatura sulla confezione del prodotto.

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